
La cucina futurista
Filippo Tommaso Marinetti
Ultima delle «grandi battaglie artistiche e politiche spesso consacrate col sangue» di Marinetti & C., la cucina futurista, considerata come la lotta contro l’«alimento amidaceo» (cioè la pastasciutta), colpevole di ingenerare negli assuefatti consumatori «fiacchezza, pessimismo, inattività nostalgica e neutralismo», prende le mosse da una cena al ristorante milanese “Penna d’oca” (15 novembre 1930). Al termine, Marinetti preannuncia il Manifesto della Cucina Futurista , che sarà pubblicato su “Comoedia” il 20 gennaio del 1931. In questa edizione il testo è seguito da “Divagazioni Gastromarinettiane”, un ironico e futurculinario intervento di Roberto Guerra.
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