
Perché l’Occidente odia la Russia
Ritz Hauke
Perché l’Occidente teme e odia così tanto la Russia? Il filosofo tedesco Hauke Ritz parte da questa domanda cruciale per sviluppare un’acuta analisi del rapporto conflittuale tra l’Occidente – inteso come entità politico-militare dominata dagli USA – e la Russia. Con uno sguardo multidisciplinare che intreccia storia, filosofia e geopolitica, Ritz ricostruisce le radici culturali e ideologiche di questo antagonismo secolare, denunciando l’impoverimento dell’Europa, ridotta a periferia strategica degli Stati Uniti. Dopo la fine della guerra fredda, il continente europeo ha infatti mancato l’occasione storica per emanciparsi, abbracciando invece l’egemonia unipolare americana e l’ostilità verso la Federazione Russa. Secondo l’autore, tale atteggiamento deriva dall’alterità irriducibile del mondo russo rispetto all’identità occidentale, oltre che dal trauma che la Rivoluzione d’ottobre e l’Unione Sovietica hanno rappresentato per le classi dirigenti euro-atlantiche. Un capitolo centrale è dedicato alla “guerra fredda culturale”, condotta dagli Stati Uniti per orientare idee e valori in Europa: un intervento sistematico che ha contribuito a plasmare l’identità europea contemporanea e a consolidarne la dipendenza da Washington. Ritz paragona la situazione attuale al conflitto Roma-Cartagine: l’Occidente non tollera la sopravvivenza di una civiltà concorrente. Mosca, vista non come partner ma come nemico esistenziale, diventa lo specchio rimosso della civiltà europea. Ne deriva una crisi profonda: culturale, geopolitica e civile. Contro questa deriva, l’autore immagina una rinascita: un’Europa capace di recuperare la propria identità storica e culturale, sottraendosi alla dipendenza dagli Stati Uniti, superando la lunga “guerra civile europea” iniziata nel 1914 e tornando a una relazione costruttiva e pacifica con la Russia. Solo così, sostiene Ritz, sarà possibile invertire il declino e riconquistare una piena sovranità politica ed economica. «Un libro che disintossica dalla cieca russofobia che ci porta al disastro. E auspica tutt’altra Europa, con l’ottimismo della volontà». Luciano Canfora «Ritz ha fatto ciò che pochi pensatori occidentali osano fare: rintracciare le vere radici dell’irrazionale ostilità dell’Occidente nei confronti della Russia, ovvero la crisi spirituale e storica dell’Europa e la sua colonizzazione – non solo economica e politica, ma soprattutto culturale e psicologica – da parte degli Stati Uniti». Emmanuel Todd «Grazie al bellissimo libro di Ritz, sappiamo che l’Occidente provoca Mosca sin da quando ha allargato la NATO a Est, e che la russofobia acceca i soliti sospetti d’Europa». Barbara Spinelli «Con una scrittura scorrevole e con argomentazioni di largo respiro il libro di Ritz offre solidi argomenti culturali, storici e politici perché la discussione sui rapporti tra Europa, USA e Russia si svolga finalmente su basi scientifiche e documentate». Carlo Galli «Ritz ci porta a riflettere su un processo in corso da tempo, ma che oggi ci spaventa più che mai perché lo sentiamo vicino: la fine della cosiddetta civiltà europea e il nichilismo guerrafondaio che ne consegue». Fabio Mini
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