
Il taccuino rosso
Paul Auster
Una telefonata a un numero sbagliato nel cuore della notte (l’episodio da cui nascerà Città di vetro ), una lettera che non abbiamo mai scritto che ci torna indietro da un destinatario che non è mai esistito, un poeta che conosce per la prima volta suo padre il giorno in cui suo padre inizia a morire. La piccola grazia di una monetina perduta che poi ritroviamo a chilometri di distanza. Felicità improvvise che bisogna allenarsi a riconoscere e conservare, istanti in cui la vita – che fino a quel momento ci sembrava chiusa nella grigia ottusità dell’abitudine – si apre alla gioia, al mistero, all’incontro. Il taccuino rosso ha la stessa concentrata luminosità del breviario zen.
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